Not Safe For Work

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venerdì 28 ottobre 2016

Perché una safeword?

Una safeword permette di avere una comunicazione chiara, di sperimentare senza fraintendimenti. Senza guastare l’atmosfera, fa in modo che i nostri confini siano rispettati e che possiamo dosare la quantità di cose nuove che vogliamo di volta in volta. Senza toglierci il divertimento di trasgredire con il partner, come accade quando ignoriamo quali siano i limiti di entrambi e abbiamo bisogno di conferme continue. La parola di sicurezza nasce nel BDSM, ma è sempre più presente anche al di fuori di esso. 
Safeword ("veto") è una parola convenzionale, che pronunciata nel corso di un rituale o scena BDSM ha come conseguenza l'immediata cessazione dell'azione. In questo modo il sub ha la garanzia che in ogni caso saranno rispettati i suoi limiti fisici e morali.
La scelta della safeword è parte del gioco è di norma viene fatta insieme, tenendo conto che necessariamente non deve essere una parola usata comunemente per esprimere dolore, paura, compassione, etc. e quindi si eviteranno parole come: "basta", "pietà", "perdono", "mi fai male", "aiuto", etc.
L’importante è che si tratti di una o due parole su cui entrambi siete concordi e che siano slegate dal sesso. Quindi niente “basta”, “fermati”, “vacci piano”, mentre vanno bene parole come “rosso” e “giallo”, “burrito” e “maionese” o tutto quello che la vostra fantasia partorirà.
Può essere pronunciata da chiunque dei partecipanti, senza limiti e per qualsiasi motivo. Non ci deve essere la paura di ritorsioni per il suo utilizzo perché esiste apposta per evitare situazioni spiacevoli.
Ovviamente, se ci sono persone imbavagliate o che non possono parlare per un qualsiasi motivo, è sempre meglio avere anche una safeword composta da un gesto specifico: ad esempio, si può dare in mano alla persona un oggetto che può far cadere per comunicare il superamento di un suo limite.

Avere una safeword però non significa che si può fare qualsiasi cosa perché “tanto al massimo dice la safeword”. È un concetto tremendamente sbagliato, poiché non è raro che una persona durante la scena raggiunga uno stato mentale alterato (chiamato subspace) che non gli consente di valutare correttamente quello che sta succedendo: è compito della Dom stare attenta.
Una safeword però è anche un’arma a doppio taglio: un sub cerca di non pronunciarla per non deludere la fiducia e le aspettative della Dom; se la Dom crede che possa sopportare quella cosa programmata, ma il sub non ne fosse in grado, il primo sarebbe deluso quasi quanto il secondo, che sente il peso del non aver soddisfatto le aspettative della Dominante.

C’è un altro codice, chiesto principalmente dalla Top/Dom/Mistress al bottom/sub/slave, che consiste in tre colori: verde, giallo e rosso. Il verde sta ad indicare che va tutto bene; il giallo che bisogna interrompere o sospendere la pratica in corso o fermare momentaneamente la scena; il rosso che va interrotta la scena. Serve anche per verificare la presenza mentale del sub: se non risponde è perché è in subspace e bisogna usare ancora più cautela.
In ogni caso è necessario fare molta attenzione se si decide di superare i propri limiti per compiacere l’altro, perché andando troppo oltre si potrebbero rendere le cose spiacevoli per tutti.
Inoltre, è da considerare anche l’aspetto più propriamente pratico, infatti, durante il gioco si utilizzano attrezzature per esaltare il piacere che potrebbero ostacolare una dizione corretta come, ad esempio, il più in voga bavaglio con palla da tenere in bocca fra i denti, quindi se ne deduce che utilizzare frasi articolate sarebbe molto sconveniente.
La safeword va senz’altro usata dagli apprendisti e senza che il termine “apprendista” suoni negativo. Tutti siamo o sono stati ”apprendisti” e chi non vuole riconoscerlo vuol dire che ha … appreso molto poco o nulla e allora meglio fuggire a gambe levate da questa persona presuntuosa.
E’ innegabile che il Padrone o la Mistress hanno sulle loro spalle una grande responsabilità che né teorie come il Rack né ricorsi alla safeword possono in alcun modo attenuare.
La responsabilità è e resta piena, sempre e comunque.
Ritengo scorretto dare alla parte sottomessa delle responsabilità solo perchè è stata informata sui rischi e ha dato il suo consenso (teorie del rack) o perchè deve essa stessa provvedere a stabilire quando un certo gioco deve essere sospeso (safeword).
Ritengo anche diseducativo dire ai Dominanti che sono responsabili ma …. e però … forse …
Nessun ma e nessun se.
Ciò che importa è se questa benedetta safeword sia così importante e necessaria.
Io ho alcuni seri dubbi.
Personalmente io non l’ho mai usata. 

Per fare qualche esempio concreto, la safeword va usata in caso di…
– Crisi di panico
– Sensazione di svenimento imminente
– Difficoltà di respirazione
– Crampi
– Dolore da compressione nervosa
– Flashback post traumatico
– Ferita
– Cedimento della struttura cui si è appesi
– Violazione dei limiti concordati
– Persistente disagio
– Pericolo d’incendio o altra catastrofe

Mentre invece la riterrei inappropriata per cose come…
– «C’è uno spiffero che mi dà un po’ fastidio»
– «Preferirei che facessi così invece che cosà»
– «Vado un attimo a tirar fuori dal congelatore l’arrosto per stasera»

La safeword è oggi molto nota fra la popolazione grazie al grande successo avuto dalla trilogia letteraria “50 Sfumature di Grigio, di Nero e di Rosso”, dove è stata affrontata la tematica di questa pratica sessuale estrema che ha suscitato curiosità in ogni lettore e lettrice o, per i più puritani, anche una sorta di disdegno e riluttanza. Non a caso i libri sono andati a ruba in ogni libreria del pianeta, e per il film, uscito in uscita nelle sale cinematografiche di tutto il mondo, con incassi record.

Nel concreto ciò significa che non appena viene invocata la safeword è dovere imperativo del dominante, nell’ordine:
– Interrompere ciò che sta facendo al sottomesso;
– Mettere in sicurezza eventuali elementi di pericolo immediato (es. corde che bloccano la circolazione, candele accese vicino a cose infiammabili, ecc.);
– Rassicurare il partner informandolo che sta già agendo per risolvere l’emergenza e che ha bisogno della sua collaborazione;
– Eliminare la fonte dell’emergenza, anche se non gli sembra grave;
– Se il sottomesso è ragionevolmente sereno e collaborativo, liberarlo da eventuali costrizioni; se non lo è, tranquillizzarlo mentre si procede con i punti seguenti, per liberarlo poi quando non c’è più rischio di gesti inconsulti o pericolosi;
– Risolvere eventuali emergenze mediche (rianimazione, posizione di sicurezza, crisi ipoglicemica, iperossigenazione, ferite, ecc.) e se necessario chiamare un’ambulanza;
– Eliminare eventuali altre fonti di disagio (pinzette, bende, oggetti penetranti, aghi, ecc.);
– Confortare il partner con coperte/aria fresca, acqua/succo di frutta e rassicurarlo parlandogli in maniera affettuosa; abbracciandolo se gradito; facendolo rilassare

Quello che non si deve fare è invece:
– Dare più importanza ai giochi che al partner;
– Preoccuparsi di fare bella figura;
– Criticare, giudicare o aggredire il partner;
– Farsi prendere dal panico;
– Riprendere immediatamente l’azione;
– Dimostrare indifferenza nei confronti del partner o ignorarlo

A conti fatti la realtà è sempre la stessa: un atteggiamento realistico e la padronanza della cultura BDSM (vera, non quella raccontata nelle fantasie erotiche dei video su Internet) rappresentano il modo migliore per godersi pienamente e senza problemi tutti i piaceri offerti dall’eros estremo. Compreso quello di poter smettere quando si vuole.




http://www.ayzad.com/it/notizie/speciali/safeword-sicuri-di-sapere-tutto/

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