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giovedì 13 ottobre 2016

Cuckquean

Proprio all'ultimo aperitivo a cui ho partecipato, organizzato da Sonia Pampuri, con il titolo: "Milan Munch speciale Cuckold & CuckQuean" ho imparato la parola nuova di CUCKQUEAN. 
La parola sicuramente suona familiare, probabilmente l’avrete già letta da qualche parte, o forse state semplicemente notando la similarità con “Cuckold”. Effettivamente siamo nello stesso ambito, ma diametralmente opposto: Cuckquean indica, infatti, la moglie consenziente di un marito infedele.
La definizione di cuckquean è quella di una donna che trae piacere dalla consapevolezza che il proprio partner ha rapporti sessuali con altre donne. Una condizione feticista che viene considerata come reverse cuckold cioè uguale a quella di un uomo cornuto consapevole, partecipativo e contento. Insomma una cuckquean è semplicemente un cuckold donna.
E' proprio vero che non si finisce mai di imparare.



Ho fatto una piccola ricerca su google per controllare bene i dizionari online che cosa dicevano a riguardo:
1. Urban Dictionary va subito al sodo (e quando mai non lo fa!) con: “A female cuckold. A woman who’s husband or boyfriend commits adultery. A woman who enjoys being humiliated by her husband or boyfriend’s sex with other women.” e “A wife who is compliant in her fetish for her husband’s unfaithfullness or adultery. The female equivalent of the male cuckold. Comes from the Old English word cwene, meaning Queen. The true cuckquean will be a willing participant in the sex act between the husband and the third part female and may be subjected to humiliation and degraging sexual acts by both husband and partner.”
2. Wiktionary evita di esporsi troppo con: “cuckquean (plural cuckqueans). A woman who has an unfaithful husband.”
3. Wikipedia ne parla di sfuggita nell’articolo ben più ampio (ma nemmeno tanto) riguardante i cuckold e cito: “The female equivalent cuckquean first appears in English literature in 1562, adding a female suffix to the “cuck”; Wittol, which substitutes “wete” (meaning witting or knowing) for the first part of the word, first appears in 1520.”
4. Infine, il Sex-Lexis come il n.2 rimane sul vago che più vago non si può: “In the 16 and 17 th centuries, the wife of an unfaithful husband .” (stando a questa fonte, poi semplicemente si sono estinte)

Riassumendo quindi, 2 su 4 sottolineano la natura consenziente rispetto ai rapporti del marito, mentre gli altri lasciano perdere questa sfumatura. Fa differenza? Oh sì.

Cuckold e cuckquean sono persone che decidono di affrontare a viso aperto la gelosia che sentono per il proprio partner stabile (userò talvolta moglie e marito per indicare i due partner stabili in una relazione indipendentemente dall’esistenza di un legame di matrimonio formalizzato).

Ci sono due grandi gruppi di cuckquean: quelle che praticano l’umiliazione, e quelle invece che non lo fanno. Entrambi i gruppi comprendono donne sia fuori che dentro al BDSM (quindi possono essere sottomesse come solo feticiste).
Quelle che vengono umiliate sono spesso in rapporto M/s o D/s, e tra le varie mansioni di umiliazione che loro subiscono ci può essere: cercare le donne con cui poi il marito andrà a letto; venire umiliata verbalmente dal marito; venire umiliata verbalmente dall’amante di turno; assistere al rapporto sessuale; pulire il membro di lui dai rimasugli vaginali e non dell’altra, etc. etc. andate avanti con la fantasia.
Ci sono sia coppie che utilizzano SOLO il fetish del cuckqueaning, che coppie in cui è solo una delle tante opzioni per rendere più eccitante il rapporto.
Ci sono donne che sono dipendenti dal senso di profonda umiliazione e gelosia che questo fetish comporta.
Ci sono donne che dopo anni non riescono più ad eccitarsi con altro.
Ci sono donne che riescono a vivere questa realtà 24/7.
Altre lo fanno con orari organizzati al minuto, in tempi ristretti e controllati.
Altre ne sono così divertite che lo fanno a sorpresa, quando capita.

L’altra grande fetta di cuckquean è composta da donne che non includono l’umiliazione all’interno della pratica. Possono essere sottomesse o meno, il punto per loro varia dall’usare questo fetish come botta di autostima, come gioco eccitante, come regalo per il loro Dom, ecc. Il punto è la totale assenza dell’elemento d’umiliazione, anche con l’amante (sempre tenendo conto che la curva ha il picco nel mezzo, quindi troveremo facilmente cuckqueans che una qualche forma di umiliazione la mettono qui e là a piacimento).

La cuckquean tende a immedesimarsi sia con il marito che con l’amante. Da un lato gode del piacere che prova il suo uomo, dal altro si immedesima nel piacere che il suo uomo provoca all’altra donna. Se per un cuckold è scontato che la sua donna porterà all’orgasmo l’amante, per una cuckquean l’orgasmo dell’altra è un vero e proprio fattore di successo. Per la cuckquean essere nella condizione di incertezza rispetto all’orgasmo dell’altra donna rappresenta una vera e propria vertigine che in quanto donna non può sperimentare. La cuckquean assume il pene del suo uomo come fosse il proprio e trova il suo piacere nel trovare il modo di sentirlo dentro al corpo dell’altra donna.
La cuckquean vive l’atto sessuale come momento di immedesimazione con la coppia marito-amante e non soltanto con il marito. Grazie a questo movimento psicologico la cuckquean riesce vivere l’esperienza del sesso come momento di estasi e fusione totale con il proprio partner molto più di quanto riesca un cuckold. La cuckquean può liberamente scegliere di volta in volta di cedere al piacere dell’umiliazione, a quello della complicità, al dominio o qualsiasi altra condizione psicologica la accompagni meglio al godimento totale.

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