Not Safe For Work

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giovedì 1 ottobre 2015

Piacere e dolore

Le endorfine (dette anche ormoni del benessere) sono polipeptidi prodotte dal cervello caratterizzati da una potente attività analgesica ed eccitante. La loro azione è simile alla morfina e ad altre sostanze oppiacee senza procurarne gli effetti collaterali. Nonostante questo (le endorfine) assomigliano molto agli oppiacei per il tipo di analgesia indotta.
Esse sono sintetizzate nell’ipofisi, a livello surrenale e in alcuni tratti dell’apparato digerente. Questi peptidi hanno i loro recettori in varie zone del sistema nervoso centrale dove si concentrano soprattutto nelle aree deputate alla percezione dolorifica.
L’esistenza di ormoni che regolano una rete interna di sensazioni di piacere è stata dimostrata scientificamente ed è considerata una delle scoperte più importanti degli ultimi cento anni.  Tutto dipende dal cervello e da alcune strutture nervose periferiche che producono le endorfine, molecole molto speciali, simili alle proteine, in grado di dare sensazioni che vanno dal piacere all’estasi e che hanno come recettori specifici gli stessi della morfina e degli oppiacei. Sono presenti anche nella saliva, nelle ghiandole surrenali, nel tratto gastrointestinale e nella regione pelvica.

Le endorfine sono coinvolte:
  • nella modifica dell’intensità della percezione del dolore fino a sopprimerla.
  • senso di benessere ed appagamento che insorge dopo un rapporto sessuale
  • controllo dell’appetito e dell’attività gastrointestinale
  • termoregolazione
  • regolazione del sonno
  • regolazione del ciclo mestruale
  • secrezione di altri ormoni come GH, ACTH, prolattina, catecolamine e cortisolo che presiedono alla modulazione e la controllo delle sensazioni di piacere, benessere, euforia  e analgesia

Queste sostanze hanno quindi la capacità di regalare piacere, gratificazione e felicità aiutando a sopportare meglio lo stress. Riduzione di ansia, arrabbiature e controllo dell’appetito sono ulteriori proprietà benefiche delle endorfine che hanno tra l’altro anche un potente effetto analgesico implicato nella ridotta percezione del dolore. La scienza ha confermato di recentemente l’interazione di queste sostanze con altri ormoni e neurotrasmettitori è alla base di numerosi aspetti della sfera psicologica e sessuale dell’uomo. Quando ci si sente in buona salute e in forma il loro livello è buono, al contrario, quando ci si sente depressi o si prova una sensazione di malessere, il livello delle endorfine è scarso, con la conseguenza di una diminuzione del senso di benessere generale. Dolore, disagio, ansia e tensione muscolare sono tutti segnali d’allarme perché indicano che l’equilibrio fisico è alterato e che il livello delle endorfine si è abbassato. E’ quindi bene imparare che il piacere è senso di salute e che l’antico proverbio: “Mens sana in corpore sano”, esprime il segreto della felicità, perché quando siamo sani fisicamente e mentalmente, tutto nella nostra vita funziona meglio.
L’endorfine sono importanti regolatrici dell’umore. Durante situazioni particolarmente stressanti il nostro organismo cerca di difendersi rilasciando endorfine che da un lato aiutano a sopportare meglio il dolore e dall’altro influiscono positivamente sullo stato emotivo.
Il dolore fa produrre al cervello endorfine, che poi restano in circolo dando una sensazione di euforia. Queste sensazioni, in aggiunta allo stato mentale che si crea con il partner, rendono il dolore un piacere da assaporare e vivere. Ovviamente questo in un rapporto consensuale e vissuto liberamente. I recettori del dolore e del piacere sono gli stessi, mandando segnali diversi in base alla forza con cui vengono sollecitati. Una carezza ed uno schiaffo mettono in campo gli stessi recettori, uno schiaffo ovviamente solleciterà gli stessi in maniera maggiore, lasciandoli ad una soglia più alta. Una carezza successiva verrà percepita in maniera più forte e con maggiore intensità. 
In occasione di una sollecitazione al dolore, due tipi di informazioni vengono trasmessi al cervello dalle cellule nervose situate sotto la pelle. C'è inizialmente un segnale molto rapido che informa il cervello che si è prodotto uno choc. Quindi, parallelamente, ma più lentamente, cellule trasportano verso il cervello la sensazione di dolore. Questa è causata dall'aumento della pressione e del calore con un segnale che le cellule danneggiate inviano attraverso cellule nervose. Queste informazioni giungono al midollo spinale. Qui si trova un tipo di "porta" (chiamata "soglia del dolore") che trasmette la sensazione di dolore al cervello. In alcune circostanze il cervello è talmente occupato a svolgere mansioni più “urgenti” da non far percepire il dolore. L'intensità del dolore varia anche in funzione dell'effetto sorpresa: "attenzione, ti farò male ", previene l'infermiere prima di introdurre la siringa nella braccio di un bambino. Fattori psicologici influiscono dunque in gran parte sulla percezione del dolore. 
Il cervello produce una sostanza (endorfina) il cui ruolo è di ridurre il dolore. È del resto questa endorfina che spiega "l'euforia" che alcuni atleti manifestano in occasione di uno sforzo fisico intenso. Spiega anche il perché alcuni soldati feriti possano continuare a battersi. L'endorfina spiega lo stato di "estasi" in cui può trovarsi immersa la persona sottomessa in un rapporto BDSM. 
Quello che viene percepito, guardando da fuori, è infatti solo il gesto, solo la parte esteriore. Quello che resta invisibile è il profondo tumulto di sensazioni ed emozioni contrastanti, di sensazioni che mettono corpo e mente allo stesso tempo in antagonismo – fight or flight (l’uno che vuole fuggire al dolore, l’altra che lo desidera) ma anche di sinergia (il corpo scatena una serie di reazioni biochimiche di cui gode la mente). Ma c’è anche una sinergia o simbiosi tra le due (o più) persone coinvolte. Nel BDSM c’è sempre un attuarsi di questi aspetti complementari, che permettono ai due attori di esprimersi al pieno delle proprie potenzialità, con una completa accettazione e incoraggiamento reciproci.
Le sensazioni che derivano dalle pratiche S/m, in particolare l’adrenalina per tutti e due e grandi quantità di endorfine ed encefaline per chi si sottopone al tocco delle fruste, flogger, paddles e simili. L’adrenalina deriva dalla “sorpresa” delle sensazioni pungenti e dai colpi più intensi. Tende ad “esaurirsi” dopo un po’ e, se la persona ha accumulato una grande quantità di adrenalina nel suo sistema, può provare un “crash” (ragione in più per coccolare il proprio partner durante quello che viene chiamato “aftercare”). Le endorfine hanno pure un effetto cumulativo (il cervello che sembra avere una serie di “picchi” creare una nuova “dose” ogni 5-10 minuti durante le sessioni), in modo tale che si accumulino nel cervello , creando uno stato crescente di euforia.
Il soggetto è molto sensibile al dolore all’inizio, ma man mano che le endorfine vengono rilasciate, diventa più tollerante in quanto la soglia del dolore si innalza. Dopo il secondo di questi “picchi” e ancor più dopo il terzo, diventa molto evidente come quello che all’inizio causava molto dolore ora sembra quasi non produrre alcun effetto. Più spesso queste scariche di endorfine vengono rilasciate, tanto più euforica diventa la persona (in quanto le endorfine fa sì che le dopamine vadano a saturare i recettori nel cervello) e tanto meno capace di comunicare -es. dire la safeword- così che le persone devono essere tenute d’occhio in modo molto attento.
Nel frattempo il Top ha scariche di adrenalina dovuti dall’eccitazione di vedere le reazioni della suo/a bottom agli sforzi e alle prove che deve sopportare, una cosa che provoca un grande piacere nel Top!
In ogni caso è l’aumentare della sensazione di connessione per il Top  (Dominante) e il bottom (sottomesso) che causa il rilascio di ossitocina - detto anche “ormone dell’amore” - che rende sempre più forte la sensazione di legame reciproco e reciproca dipendenza. Questo è l’effetto più forte e la causa primaria di piacere per il Top, ovvero il costituirsi di una totale fiducia da parte del bottom sotto il proprio controllo e il rafforzarsi del legame che questo “power exchange” provoca. Ecco perchè molti praticanti di BDSM preferiscono giocare con qualcuno con cui hanno già un rapporto di fiducia e una certa forma di relazione (ottenuta parlando e discutendo, conoscendosi quanto meglio possibile). Il legame che c’è all’inizio, andrà ancora più ad approfondirsi e a consolidarsi attraverso lo scambio di rispetto e fiducia mentre si soddisfano reciprocamente bisogni, desideri e fantasie.
E’ sempre l’ossitocina che aiuta il bottom a gestire il picco adrenalinico, in questo modo l’aftercare diventa molto importante, in quanto si contrappone agli effetti del  rilascio di prolattina (la sostanza che provoca il “girarsi e addormentarsi”) e di cortisolo (che causa cattivo umore e depressione) che invadono il corpo durante la fase in cui l’organismo “consuma” l’adrenalina prodotta, il tutto grazie al legame fatto di contatti personali e carezze durante l’aftercare. Il crash adrenalinico, in questo modo, diventa molto più facile da gestire e lascia una sensazione molto piacevole, allungando le sensazioni indotte dalle endorfine.
Quindi, in modo conscio o inconscio, chi fa BDSM e si dedica a pratiche S/m, si sta cimentando con la manipolazione controllata di alcuni dei più potenti neurotrasmettitori che il nostro corpo è in grado di produrre. Endorfine, dopamine, adrenalina, prolattina, cortisolo ed in particolare l'”ormone dell’amore”, l’ossitocina. Quindi quelli che pensavano che le persone si stavano divertendo ad essere “cattive” nei confronti di qualcuno, vedono le loro tesi completamente ribaltate, mentre quelli che non riuscivano a capire come mai il “bottom” potesse mai trarre qualche beneficio dall’essere frustato da qualcuno, spero che ora possano comprendere un po’ più a fondo la chimica, le dinamiche e il “power exchange” da cui entrambe le persone traggono vantaggio durante il loro modo di “giocare”!

http://www.lifegate.it/persone/stile-di-vita/gli_ormoni_del_piacere
http://www.ipermind.com/buon-umore/#sthash.AHD9Oqjz.dpuf
http://www.alcova.biz/blog/il-dolore-e-il-piacere-nel-bdsm/






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