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giovedì 26 marzo 2015

Clistere o "giuliva siringa" - parte seconda

Il clistere o enteroclisma è una pratica volta a liberare l'ultimo tratto dell'intestino. In campo medico la si effettua a scopo diagnostico, in prossimità di un intervento chirurgico, o semplicemente per una momentanea difficoltà ad evacuare dovuta alla presenza di un fecaloma ostruttivo traumatizzante, oppure in caso di stipsi od altri problemi inerenti la defecazione. La pratica ha una diffusione anche domestica. 
L'attrezzo per praticarlo è costituito da un contenitore in gomma a forma di pera, terminante con un beccuccio da introdurre nell'ano, per la sua forma questa pratica casalinga è chiamata anche "peretta" o "pompetta"; per evitare lesioni durante l'inserimento, viene lubrificato il beccuccio e il punto di introduzione. 


Il liquido da introdurre può essere acqua tiepida mista a olio, glicerina o soluzioni lassative. Per i bambini di pochi mesi, sono disponibili nelle farmacie confezioni "usa e getta", sagomate in modo appropriato, contenenti piccole quantità di glicerina. Lo scopo del clistere è quello di eliminare il blocco fecale grazie all'acqua o altro liquido, che, aumentando di volume all'interno dell'intestino, fa raggiungere a chi riceve il clistere lo stimolo di defecare e al tempo stesso, "scioglie" anche le feci dure. 

Una pratica igienica similare, in uso da persone adulte, fatta con regolarità a intervalli di tempo variabili, è costituita dall'enteroclisma, volto a pulire a fondo il retto e a dare una notevole sensazione di benessere. In questo caso il liquido introdotto è in quantità maggiore, da 1,5 fino a 3 litri, può essere semplice acqua con l'aggiunta di sostanze rinfrescanti ed essenze naturali. 

L'attrezzo è costituito da un contenitore a forma di sacca, provvisto di un rubinetto collegato ad un tubicino flessibile di lunghezza appropriata, terminante con una cannula rigida. 
La sacca viene posizionata più in alto rispetto al corpo; introdotta la cannula e aperto il rubinetto, il liquido fluisce nell'intestino per effetto della forza di gravità, con una velocità dipendente dall'altezza della sacca. Solitamente viene preferito un flusso molto lento, in modo da permettere alle anse dell'intestino di adattarsi a ricevere tutta la soluzione senza interruzioni. 
Nel caso dell'enteroclisma, data la maggiore quantità di soluzione introdotta, può risultare vantaggioso assumere la posizione sdraiata su un fianco (preferibilmente quello destro), in tal modo il ventre non comprime l'intestino. Un'altra posizione adottata consiste nell'inginocchiarsi sul pavimento sopra un asciugamano, portando in basso la testa: in tal modo si pone l'intestino nelle migliori condizioni per ricevere il flusso. In entrambi i casi, terminata l'introduzione, possono essere eseguiti leggeri massaggi sulla zona del ventre fino alla comparsa dei primi stimoli di evacuazione, la quale avviene generalmente con brevi scariche a intervalli più o meno ravvicinati. Tutta la procedura può essere ripetuta immediatamente, anche tre volte di seguito. È possibile effettuare clistere ed enteroclisma da soli, ma la collaborazione di una seconda persona agevola notevolmente l'operazione. È preferibile eseguire l'enteroclisma la mattina a digiuno o la sera prima di andare a dormire…

Queste pratiche sono anche usate all'interno di giochi sessuali, in particolare nelle attività BDSM. La pratica può essere piacevole per entrambi i sessi; nell'uomo il notevole flusso di liquido può stimolare la prostata, è infatti abbastanza comune in individui costretti a farlo per prescrizione medica e che lo considerano spiacevole, avere inaspettate erezioni. 
Questa pratica può risultare utile prima di effettuare il sesso anale, in particolare l'anilingus, e in previsione dell'uso di giocattoli sessuali; oltre a rafforzare la libido, risulta efficace nell'eliminazione di feci e nella riduzione di batteri, pulendo il tratto intestinale per la successiva attività sessuale. 


A questo scopo, in alternativa alle soluzioni liquide, viene usato da tempo un prodotto di consistenza gelatinosa, (K-Y), da introdurre con una siringa orale, questo prodotto ha il vantaggio di rimanere compatto nell'intestino con conseguente evacuazione dopo circa mezzora, in modo fluido e regolare, senza spruzzi come succede con un liquido, inoltre contenendo lubrificante, eventuali tracce di residui fecali tendono ad aderire alle pareti del retto piuttosto che agli oggetti eventualmente inseriti successivamente. 

http://lagiulivasiringa.altervista.org/clisteromania.html

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