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sabato 28 febbraio 2015

Sadomaso: chi lo pratica non è «strano». Anzi, è più «sano» degli altri.

Chi pratica Bdsm è più equilibrato secondo uno studio olandese
Ti piace «farlo strano»? Buon per te: sei più sano di mente degli altri. Secondo uno studio pubblicato su The Journal of Sexual Medicine, chi si dedica a pratiche sessuali «particolari», come bondage e sadomaso, potrebbe essere in realtà più equilibrato degli altri. Per entrare un po’ nell’argomento: con l’acronimo Bdsm vengono indicate pratiche relazionali e sessuali che uniscono bondage e disciplina (B&D) con sadismo e masochismo (S&M). Non si tratta però di mere azioni fisiche. Quella Bdsm è una vera e propria cultura, che parte dalla consensualità per muoversi tra utilizzo della safe word (la parola di sicurezza che mette fine ai giochi di ruolo), feticisti, amanti delle manette e via dicendo.
BDSM - Nella più recente edizione del Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (la guida di riferimento, a livello mondiale, per medici, psichiatri e psicologi), il Bdsm non è un disturbo, bensì una «fissazione sessuale insolita». I risultati pubblicati da Andreas Wismeijer e Marcel van Assen, ricercatori presso l’Università di Tilburg, in Olanda, partivano dal desiderio di confrontare i punteggi ottenuti in un'ampia varietà di test psicologici da persone Bdsm e persone «normali».
RICERCA - La ricerca ha visto i due scienziati esaminare 902 Bdsm e 434 non-Bdsm, ai quali è stato chiesto di compilare questionari che comprendevano domande sulla loro personalità, la capacità di gestire il rifiuto, lo stile di attaccamento nelle relazioni e il loro benessere in generale. Nessuno dei partecipanti era informato sullo scopo della ricerca. Il risultato è stato sorprendente. I punteggi più alti sono stati registrati da chi, nel Bdsm, gioca il ruolo di dominante. Il secondo posto è stato guadagnato dagli switch (coloro che si alternano nei ruoli di master servant); il terzo dai sottomessi. Tutti i «normali» – che la cultura Bdsm chiama «vanilla» per indicare l’ovvietà del «sapore», e quindi la mancanza di «carattere» – hanno raggiunto punteggi più bassi.
MENO NEVROTICI - Secondo lo studio, gli amanti del Bdsm si sono dimostrati più estroversi, più aperti a nuove esperienze, più coscienti di sé e meno nevrotici. Hanno dimostrato una minore sensibilità al rifiuto altrui – parametro che misura quando un individuo è paranoico rispetto all’idea di non piacere agli altri – e sono risultati essere più sicuri e sereni nelle loro relazioni personali. I ricercatori ritengono che il segreto dei Bdsm potrebbe consistere nella loro maggiore consapevolezza dei propri bisogni e desideri sessuali: una situazione che diminuisce la frustrazione nelle relazioni fisiche ed emotive.

Elisabetta Curzel
http://www.corriere.it/scienze/13_giugno_03/sadomaso-praticanti-sanita-mentale_8c27c3c2-cbbb-11e2-8266-15b8d315b976.shtml

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